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6 settembre 2010   h: 07.19

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LA TERRA DEL LAGO DI FUOCO

Nell’ex colonia inglese il 65 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, la vita media non supera i 40 anni, oltre due milioni di abitanti ha contratto l’Aids

 

Il Malawi è tra i Paesi con il più alto livello d’indebitamento con l’estero. Una piccola striscia di terra circondata da Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe dove le strade di polvere rossa con la pioggia si trasformano in fango e melma. Non ha sbocchi sul mare ma un vasto lago, il terzo più grande dell’Africa, che copre circa un quinto della superficie del Paese e con i riflessi del sole si inonda di ‘lingue di fuoco’. Ex colonia inglese diventata stato indipendente nel 1964 è recentemente balzata alla cronaca per l’adozione-blitz della rockstar Madonna, ha una popolazione di 12 milioni di abitanti, di cui il 65% vive sotto la soglia della povertà. La vita media non supera i 40 anni e chi invecchia è accusato di stregoneria perché assorbe, per vivere, energia dai giovani. In questo Paese, il nemico numero uno è l’Aids: sono oltre due milioni i malati adulti, mezzo milione i bambini resi orfani dal virus e vittime di discriminazioni sociali, oltre ai circa 30.000 neonati che ogni anno rischiano di esser contagiati dalle madri.

Corruzione, siccità, epidemie

La forte corruzione delle istituzioni, la crescita della popolazione, la siccità degli ultimi anni e le inondazioni successive hanno contribuito ad aumentare maggiormente il problema dell’Aids che continua implacabile a devastare il Paese. Qui è stato registrato uno dei più alti tassi di incidenza del virus: il 15% dei giovani sono contagiati e il 70% di essi è destinato a morire. A peggiorare le condizioni di salute, la grave crisi alimentare che si è acuita negli ultimi anni a causa della siccità che ha impoverito il suolo impedendo quasi del tutto le attività agricole. I corpi indeboliti dalla carestia sono quelli più facilmente preda di malattie: l’Aids, su tutti, si fa strada facilmente negli organismi più debilitati dalle privazioni, approfittando dell’abbassamento delle difese immunitarie conseguenza della fame. Lottare contro l’immunodeficienza acquisita diventa impossibile per chi è stremato dalla fatica di un terreno improduttivo e a morire sono soprattutto gli uomini, la generazione di mezzo, che nelle famiglie sono i primi a smettere di mangiare.

Maria Diamanti

1 agosto 2008

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